In viaggio con babini

I biomateriali nel mondo dell’arredo.
19 set 2016

I biomateriali nel mondo dell’arredo.

Alberto Agostinelli - Responsabile Ufficio Sviluppo Prodotto     0  commenti // Pubblicato in Qualità , Azienda

L’industria del settore arredamento si sta dirigendo verso un nuovo modello economico, dismettendo il vecchio: in luogo di “produrre-consumare-buttare” ora si punta a un più sostenibile ed efficiente “produrre-consumare-riciclare/recuperare”.
Oltre all’attenzione per l’ambiente, a produrre in proprio l’energia elettrica e a ridurre la produzione dei rifiuti, le aziende italiane stanno investendo nella green economy.
La ricerca di biomateriali - sostanze con proprietà naturali inerti nei confronti dell’organismo, da utilizzare nella costruzione di arredi - è diventata l’attività principale degli uffici R&D.
Le linee guida per i nuovi prodotti sono la progettazione nel rispetto dell’ambiente (eco-design), la riconfigurazione e il riutilizzo di prodotti anche complessi, l’utilizzo di biomateriali e di materiali riciclati, la durabilità e la disassemblabilità dei componenti; i nuovi progetti, inoltre, devono rispondere ai più alti requisiti richiesti dalle certificazioni ambientali.
Anche la Babini Office sta investendo in un nuovo progetto che consenta di arredare spazi open-space in modo completamente green. La ricerca è indirizzata su biomateriali (canapa, bambù, legno,ecc.) che siano completamente slegati dalla filiera del petrolio e privi di formaldeide, una sostanza considerata cancerogena.
Al tempo stesso questi materiali devono avere delle caratteristiche tecniche e prestazioni molto elevate: una grande capacità di resistere al fuoco o in situazioni di scambio di calore; di resistere all’acqua restando integri e intatti anche in situazioni difficili di umidità e muffa; di avere alte prestazioni fonoassorbenti; di essere antibatterici.
L’azienda sta inoltre investendo in certificazioni ambientali, secondo la metodologia LCA (Life Cycle Assessment) in accordo alle norme ISO 14040, per avere un passepartout internazionale come produttore “green”.
Insomma Babini Office sempre più green, come è giusto che sia.

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